IL NAZISMO IN GERMANIA

1919        Pace di Versailles, regola le condizioni di resa della Germania uscita sconfitta dalla I^ G.M. (alleata all’impero austro-ungarico). Perde a ovest la Lorena e l’Alsazia cedute alla Francia, e la Renania (viene occupata), e vasti territori a est, dove vengono creati ai suoi confini due nuovi stati: la Polonia e la Cecoslovacchia (e nell’area meridionale la Jugoslavia), e viene imposto dalle nazioni vincitrici del conflitto (Francia, Inghilterra e Italia), il pagamento di danni di guerra per 132 miliardi di marchi oro.

L’imperatore Guglielmo II abdica nel novembre 1918. Si apre per la Germania un clima di rivolta popolare repressa con durezza dall’esercito (vengono uccisi tra gli altri Rosa Luxemburg e Karl Liebkncht, leader della sinistra rivoluzionaria). Tra il febbraio e settembre 1919 nasce la Repubblica di Weimar, democratica, presidenziale e federale: 1° presidente Friedrich Ebert. Si susseguono agitazioni di piazza e tentativi insurrezionali di destra (Kapp a Berlino nel 1920, Hitler a Monaco nel 1923), e di sinistra (tendenti a creare un sistema politico simile ai Soviet, tra il 1920 e il 1923).

1924         Occupazione da parte dei francesi della Rhur.

1925         Eletto presidente il maresciallo Hindemburg (elezione premonitrice dei futuri sviluppi istituzionali), già comandante supremo dell’esercito nella I^ G.M.

1929      Crisi economica mondiale che ha effetti devastanti in Germania gravata dal peso dei debiti di guerra. Esplode la disoccupazione di massa, la svalutazione del marco, la protesta sociale. Si creano le condizioni per l’ascesa del nazionalsocialismo (partito fondato da Hitler), che aveva il 2,5% di voti nel 1928, e raccoglie il 18,3% nel 1930, il 37% nel 1932 (alle elezioni che rieleggono presidente Hindemburg e alle quali si era candidato Hitler (che in questa fase, sia pure con violenza nelle piazze, sembra aderire alla via legale per raggiungere il potere).

1933      il 30 gennaio Hindemburg nomina cancelliere Hitler (che è appoggiato nella sua politica dal partito cattolico e dai nazionalisti), il quale non perde tempo per imporre la sua ideologia e il suo programma politico.

Inizio febbraio: riunioni e stampa del partito comunista vengono proibite, quelle del partito socialdemocratico, costantemente boicottate anche con la violenza delle “squadre d’assalto” SA (sturmabteilung).

27 febbraio: il Reich (Parlamento), si incendia misteriosamente. Poco dopo viene arrestato un giovane squilibrato olandese, Van der Lubbe, che si dichiara militante comunista: è il pretesto per la liquidazione del Partito Comunista Tedesco. Oltre 4.000 militanti vengono incarcerati. Hitler approfitta dell’emozione suscitata e convince Hinderburg ad emanare un decreto di “protezione del popolo”.

2 marzo: Hindemburg promulga il decreto per la “protezione del popolo e dello Stato”, in pratica la fine della democrazia tedesca. L’esercizio delle libertà fondamentali viene sospeso e il nuovo cancelliere ottiene eccezionali poteri di polizia nei Lander. E’ l’instaurazione della dittatura legale. In questo clima si va alle nuove elezioni del 5 marzo.

5 marzo: alle elezioni il partito nazista raccoglie il 44% dei suffragi con 288 seggi su 640, ben 92 in più rispetto alle elezioni del novembre 1932, ma non ancora la maggioranza assoluta.

24 marzo: i deputati del centro si alleano con i nazisti e votano il conferimento dei pieni poteri a Hitler per quattro anni. Questi instaura un regime totalitario  nazista. La gioventù, che Hitler vorrebbe “brutale, imperiosa, impavida e crudele”, diventa la sua preda: la scuola luogo di indottrinamento controllato dalla “Lega nazionalsocialista dell’insegnamento”, mentre l’organizzazione “kraft durch Frende” (la forza della gioia), si occupa di inquadrare gli svaghi collettivi e le attività sportive (gioventù hitleriana). Adunate grandiose e accuratamente organizzate e il controllo della stampa fanno il resto.

1 aprile: su proposta di Goebbels inizia il sistematico boicottaggio nei confronti degli ebrei, rappresaglia contro le attività commerciali ebree in Germania per fare pressioni verso le comunità ebree di Europa e America, che sono indignate dalle iniziative razziste di Hitler.

7 aprile: viene promulgata la prima “legge ariana” sulla riforma della funzione pubblica, dalla quale vengono esclusi gli ebrei.

22 giugno: il Partito Socialdemocratico viene messo fuori legge. Nei giorni successivi il Partito Nazionalista, il Partito Democratico e i Populisti, dopo continue aggressioni da parte dei nazisti, decidono di sciogliersi. All’inizio di luglio scompare anche il Centro Cattolico.

14 luglio: il Partito Nazionalsocialista viene proclamato partito unico della Germania e i sindacati sostituiti da “Consigli del Lavoro” agli ordini del regime.

ottobre: la Germania si ritira dalla Società delle Nazioni.

14 ottobre: il Ministero dell’Interno stabilisce che le persone arrestate secondo il decreto del presidente del Reich per la “protezione del popolo e dello stato”, resteranno in campo di concentramento per un periodo indeterminato. Non è previsto nessun processo: regna l’arbitrio più assoluto. Si conferma il programma di costruzione dei “campi di concentramento” avviato con Dachau il 20 marzo 1933, per 5.000 prigionieri politici nell’ambito del programma di “risanamento pubblico” contro avversari politici, ebrei, asociali.

1934  

15 gennaio: viene sciolto il Reichrat (il Senato).

30 gennaio: con una legge sulla ricostituzione del Reich, vengono soppresse le strutture federali dei governi locali e tutto passa nelle competenze del governo centrale.

30 giugno: “Notte dei lunghi coltelli”. Eliminazione fisica della corrente capeggiata da Ernst Rohm, capo delle squadre d’assalto (SA), che viene assassinato assieme a un migliaio di suoi militi. Rohm propugnava il compimento della “seconda rivoluzione”, tesa a liquidare il potere dell’aristocrazia degli Junkers (proprietari terrieri), e dell’alta finanza tedesca. Hitler, in contrasto con le rivendicazioni anticapitaliste del 1920, aveva cercato e ottenuto il consenso dei potenti industriali e dell’esercito, per il finanziamento del suo movimento. Fingendo un complotto, ordina il massacro.

19 agosto: il plebiscito consolida ulteriormente il potere di Hitler e del movimento nazista. Ha inizio l’operazione “T4” di “igiene razziale” (che si intensificherà negli anni successivi , fino al 1939), per l’eliminazione fisica dei malati mentali, handicappati, asociali, malati cronici, anziani infermi, psicopatici. Articolato su 6 centri di raccolta, il progetto porta alla sterilizzazione di oltre 360.000 persone, e alla morte di circa 100.000, con iniezioni di morfina e scopolamina, poi con monossido di carbonio (valutato più efficace), e cremazione finale.

1935      gennaio: la Germania riacquista il territorio della Saar.

marzo: reintroduzione della leva obbligatoria.

15 settembre: promulgazione delle “Leggi di Norimberga” per la “protezione del sangue e dell’onore tedeschi” che proibiscono i matrimoni e ogni rapporto sessuale tra ebrei e non ebrei in quanto questi ultimi “generano impurità”. Gli ebrei diventano sudditi di rango inferiore (Staatsangehorige).

14 novembre: un decreto definisce con esattezza chi è ebreo e chi no. Es.: è ebreo chi ha almeno tre nonni ebrei e chi appartiene alla religione ebraica. Continua la discriminazione in forma massiccia con emigrazioni di massa ed espulsioni per “risanare veramente la Germania svilita dalla presenza degli ebrei”. Tra il 1933 e il 1938 su un totale di 500.000 ebrei, abbandonano il paese, 150.000 persone.

1936      

marzo: rioccupazione della Renania. Guerra civile spagnola: durante la “sollevazione” (“alsamiento”) del generale Franco contro il legittimo governo repubblicano spagnolo, la Germania nazista e l’Italia fascista, invieranno ingenti forze militari e aiuti decisivi per la vittoria franchista nella primavera del 1939.

1938      

marzo: annessione dell’Austria (anschluss), che porta all’interno del Reich   altri 185.000 ebrei.

settembre: “Patto di Monaco” tra Germania, Italia, Francia e Inghilterra, che assegna alla Germania il territorio dei Sudeti, e apre la via all’espansionismo tedesco a est considerato da Hitler “spazio vitale”.

9 – 10 novembre: la “notte dei cristalli”. Con il pretesto dell’uccisione di Ernst von Rath, diplomatico tedesco ucciso a Parigi dal giovane ebreo tedesco Herzel Grynszpan, Goebbels scatena i suoi aguzzini contro 7.000 obiettivi ebrei (sinagoghe, sedi di associazioni, singole comunità, negozi), con oltre 90 morti e migliaia di arresti. Il governo chiede 1 miliardo di marchi alla comunità ebraica per “aver causato danni e suscitato la collera del popolo tedesco”. 

1939     

 gennaio: secessione della Slovacchia e annessione definitiva dei Sudeti, occupazione della Moravia e Boemia con conseguente smembramento della Cecoslovacchia.

  23 agosto: accordo russo-tedesco per la spartizione della Polonia.

  1 settembre: invasione tedesca della Polonia.

  17 settembre: invasione russa della Polonia

  settembre: Hitler annuncia l’Untermenschtung, che identifica negli ebrei dell’Europa orientale esseri inferiori anche agli ebrei tedeschi, da trattare senza alcuna pietà, premessa “ideologica” per il futuro sterminio.

1940      

esame del “Piano Madagascar” da parte di Hitler. Piano per inviare in quella isola gli ebrei tedeschi e dei paesi occupati (progetto per circa 4.000.000 di persone), abbandonato per la constatazione della debolezza tedesca sui mari. Istituzione delle “squadre d’assalto” (einsatzgruppen) per la “pulizia etnica” per il massacro programmato degli ebrei europei, tappa fondamentale nell’escalation che porterà alla “soluzione finale” del problema ebraico (gesamtlosung), che prevedeva in un primo tempo il trasferimento degli ebrei a est (Urali), lontano dall’Europa centrale (note a pag.254 e seguenti, “Il disonore dell’uomo”).

1941      

22 giugno: avvio dell’Operazione Barbarossa, di invasione dell’URSS, promossa come “guerra di annientamento del bolscevismo giudaico” (Vernichtungkrieg), per la conquista definitiva dello “spazio vitale” e la soluzione della “questione ebraica”. Blitzkrieg (guerra lampo).

8 luglio: Goering, maresciallo del Grande Reich tedesco, ordina al capo della polizia di sicurezza e del servizio di sicurezza SS, Heydrich, di programmare i preparativi necessari per una “soluzione finale” (endlosung) del problema ebraico nelle zone di influenza tedesca in Europa.

6 dicembre 1941: si conclude la “battaglia di Mosca”, con il primo ripiegamento dell’esercito tedesco in URSS.

1942      

20 gennaio: Heydrich convoca una riunione nella quale sono presenti i più alti

gradi militari e politici del Reich per porre in essere tutte le iniziative per la “soluzione finale del problema ebraico”. Dopo un escursus sull’atteggiamento iniziale dei nazisti (dal 1933), che ha “favorito” l’emigrazione forzata degli ebrei dal territorio tedesco, pagata dagli ebrei più ricchi (537.000 al 31 ottobre  1941, 360.000 dalla Germania.147.000 dall’Austria – dal 1938, 30.000 dalla Boemia – dal 15.3.1939), stante le crescenti difficoltà, viene decisa l’evacuazione verso est di tutti gli ebrei. Rientrano in questa “soluzione finale”, circa 11 milioni di ebrei (vedere elenco suddiviso per numero e territorio di appartenenza). Vengono prese le decisioni operative per procedere.

Estate 1942: “operazione Reinhard”, si affianca al massacro nei ghetti polacchi, inviando gli ebrei vivi verso i campi di sterminio (VL – Vernischtungslager) di Auschwitz-Birkenau, Chelmno, Sobibor, Treblinka, Stutthof, Maidanek, Belzec.

Novembre 1942: controffensiva alleata in Africa, sbarco di truppe alleate in Marocco e Algeria. El Alamein.

1943      gennaio: controffensiva russa sul Don, disastrosa ritirata dell’ARMIR (Armata Italiana in Russia).

  2 febbraio: si conclude l’assedio di Stalingrado con la sconfitta tedesca di von Paulus (6^ armata, 300.000 prigionieri), che apre la strada alla ritirata tedesca con battaglie campali a Leningrado, Kursk, Kiev, Minsk, Varsavia, Berlino, Budapest.

19 aprile: inizia la rivolta nel ghetto di Varsavia (380.000 ebrei nel novembre 1940, 300.000 deportati all’estate 1942), che termina con la distruzione della sinagoga il 16 maggio.

12 maggio: resa del corpo di spedizione tedesco in Africa, di Rommel.

14 maggio: resa del corpo di spedizione italiano in Africa, del generale Messe.

10 luglio: sbarco alleato in Sicilia

25 luglio: arresto di Mussolini, dopo il voto sfavorevole al Gran Consiglio del fascismo. Il re incarica il maresciallo Badoglio di formare un nuovo governo.

8 settembre: armistizio Italia-Alleati.

13 ottobre: dichiarazione di guerra dell’Italia contro la Germania (sotto tutela alleata.

1944      

4 giugno: liberazione di Roma.

6 giugno: sbarco in Normandia degli alleati.

1945      

27 gennaio: liberazione del campo di sterminio di Auschwitz da parte dei russi.

30 aprile: Hitler si suicida nel suo bunker di Berlino, Goebbels si suicida con tutta la famiglia.

5 maggio: liberazione del campo di concentramento di Mauthausen da parte degli americani.

8 maggio: resa incondizionata della Germania agli alleati.

1 settembre: resa incondizionata del Giappone e termine del conflitto mondiale.

20 novembre: inizia a Norimberga il processo ai gerarchi nazisti catturati da parte del tribunale militare internazionale. Si definisce per la prima volta il concetto di “crimine contro l’umanità”. Si conclude con 10 condanne a morte e molti anni di carcere.    

OLOCAUSTO = SHOAH = sacrificio in cui la vittima veniva bruciata

LEGGE 211 DEL 20 LUGLIO 2000

Ogni anno dal 2000, il 27 gennaio, come avveniva già da anni in molti paesi europei, ricorre il “Giorno della Memoria” per “ricordare la Shoah – lo sterminio del popolo ebraico – le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio e, a rischio della propria vita, hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.

Promotori Furio Colombo (DS), Elio Palmizio (FI), Simone Gagna (AN). Approvata con voto quasi unanime (astenuti Lucio Colletti, Filippo Mancuso, Cesare Previti e Giulio Savelli).

ADOLF HITLER (Braunau – Alta Austria – 1889 / Berlino 30. 4. 1945), in “Main Kampf” (La mia battaglia), scritto nel carcere di Landsberg, nel 1924, dove scontata la condanna a 5 anni per il tentato colpo di stato in Baviera del 1923, esprime le sue idee:

–     Il giudeo si comporta secondo il suo scopo, si fonde con il popolo e ne mina le basi; combatte con il tradimento, con la falsità, tende al traviamento totale in modo da distruggere l’odiato nemico…Il primo dovere non è di formare una costituzione nazionale dello Stato, bensì quello di annientare gli ebrei.

–     L’antisemitismo è uno dei fondamenti principali della concezione del mondo (la WELTANSCHAUUNG).

–      Il principio fondamentale è la “disuguaglianza delle razze”, ne esiste una superiore, quella degli ariani, alti, biondi, bianchi, dolicocefali, molto diffusa in Germania e nei paesi nordici, chiamata a governare il mondo (razza padrona, Herrenvolk).

–     Sulla base di questi due principi, Hitler sviluppa le sue concezioni politiche nazionali e internazionali: 1) lo stato deve garantire la “supremazia della razza superiore”, perché essa è creatrice e portatrice della cultura e della civilizzazione; 2) da qui il rifiuto beffardo delle pratiche democratiche (idiozia democratica), a favore del “principio del capo” (Fuhrerprinzip), per il quale il capo deve disporre di poteri dittatoriali e soffocare ogni velleità di resistenza, togliendo poteri agli stati federali (Lander), in materia di bilancio e di polizia, a beneficio di un Reich unificato; 3) la “razza superiore o padrona” ha bisogno di uno “spazio vitale” (Lebensraum), che tolga i vincoli imposti dal trattato di Versailles del 1919, con il recupero a ovest dell’Alsazia e Lorena (essendo la Francia il nemico mortale del popolo tedesco), e conquistare grandi spazi a oriente rinnovando le gesta dei Cavalieri Teutonici, riunendo tutte le popolazioni tedesche in una gigantesca missione civilizzatrice. Parole d’ordine diventano: un popolo, uno stato, un capo (ein volk, ein Reich, ein Fuhrer). Lo spazio vitale ad est, è a scapito dei popoli “di razza inferiore” specie gli slavi il cui destino per l’ariano non ha alcuna importanza. In fondo alla gerarchia sociale si trova l’ebreo contro il quale Hitler manifesta un odio parossistico.

–    L’ebreo è il male della terra, un essere dal sangue impuro, che appartiene ad una razza negativa portatrice di turpitudine. La “cospirazione giudaica” sta conquistando il mondo e il “bolscevismo giudaico” ne è una precisa rappresentazione. Contro gli ebrei bisogna quindi condurre una lotta ad oltranza perché incarnano il male assoluto. Un antisemitismo totale che concentra in sé tutta la carica di odio da secoli perpetrata sia da ambienti della chiesa cattolica, che da quella riformata, presente in tutta Europa, Russia compresa.

–   Nella grave crisi del 1929 si cerca il capro espiatorio: sbarazzarsi degli ebrei e purificare il mondo diventa il primo obiettivo di Hitler e del suo partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi (NSDAP), da lui fondato nel 1920, riunendo gruppi reazionari.

–    Gli ebrei prima sono esclusi dalle amministrazioni statali e poi sono sollecitati ad abbandonare la Germania

FUHRERPRINZIP, il principio del capo, comporta l’abolizione delle strutture dei governi dei Lander (30 gennaio 1934).

LA “NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI”, 30 giugno 1934 eliminazione della fazione SA di Ernst Rohm, dal NSDAP.

SA, Sturmabteilung, “squadre d’assalto”, formazioni paramilitari di agitazione sociale guidate da Ernst Rohm, Rudolf Hess, Hermann Goering, Alfred Rosemberg.

SS, Schutzstaffel, “squadre di protezione”, formazioni paramilitari (guardia scelta di Hitler), guidate da Himmler

WAFFEN SS, sezione armata delle SS.

STAATSANGEHORIGE, sudditi di rango inferiore.

ANSCHLUSS, annessione territoriale dell’Austria del 1938.

UNTERMENSCHTUM, umanità inferiore, ebrei dell’Europa Orientale da trattare senza alcuna pietà, posta nella gerarchia nazista, sotto gli ebrei tedeschi.

EINSATZGRUPP, “gruppi d’assalto”.

EVACUAZIONI, trasferimento a est degli ebrei, divenuto nel tempo sinonimo di trasferimento nei lager per lo sterminio.

GHETTO

VERNICHTUNGSKRIEG, “guerra di annientamento” rivolta al “bolscevismo giudaico”, nell’operazione “Barbarossa” di invasione dell’URSS il 22 giugno 1941.

ENDLOSUNG, “soluzione finale” del problema ebraico.

GESAMTLOSUNG, “soluzione globale” del problema ebraico sollecitata da Goering.

UMSIEDLUNG, “trapianto”, deportazione degli ebrei dalle città ai campi di concentramento.

MISCHLINGE, “mezzi sangue”, che in un primo tempo possono scegliere la sterilizzazione e l’evacuazione. Per problemi pratici si propende alla sterilizzazione (per evitare inutili aggravi amministrativi di gestione delle persone).

SONDERKOMMANDO, “comando speciale”, di incaricati a recuperare capelli e denti d’oro dopo la gasazione.

LEICHENKELLER, “camera a gas” munita di dispositivo di areazione o di ventilazione.

–   In una drammatica successione di avvenimenti, prende forma la tragedia che porterà prima alla II^ G.M. e al suo interno alla Shoah, con gravi responsabilità da attribuire anche a tutti i governi che non hanno mosso un dito per contrastare questo disegno già descritto in modo dettagliato nel libro “Mein Kampf”.